Effetto di voli spaziali è l'emozione immediata che si ricava dalla vista di questi quadri, tenuti insieme dal filo conduttore di un percorso artistico che muove alla ricerca di un mondo altro, dove l'arte, rinunciando all'oggetto, si annuncia astratta e informale.
La pittrice sente fortemente l'impulso di entrare in comunicazione con l'altrove della propria fantasmagorica creatività e, avendo
in mente la ricerca dell'invisibile, la persegue con coerenza.
Apre così la visibilità su dimensioni nuove, dove l'alieno Teoremino- immagine poetica di sintesi simbolica nella quale è raffigurato il sè dell' Autrice - si avventura in un viaggio spaziale le cui mete sono gli astri di lontane galassie, affioranti come schegge di luce da profonde oscurità.
Questa ricerca, compiuta con passione lungo un percorso che si manifesta con la novità di un linguaggio pittorico appositamente elaborato, descrive le suggestioni di una illuminata spazialità attraverso il rapporto tra segno e tela,
tra linea e computer, tra colori e sfondi. E si propone a chi guarda come un labirinto groviglio che la sbrigliata fantasia interplanetaria di Teoremino intende dipanare.
Un groviglio di dedali che, posto al crocevia tra surrealismo ed espressionismo astratto, di dirama nello spazio, e con luce profondità dei neri, con la vellutata morbidezza dei rosa, dei verdi e degli azzurri, con la diafana a cromia dei bianchi, determina il punto d'incontro tra l'idea di una pittura tesa all'oltre, e la sua metaforica realizzazione.
Il gesto della Fornasari dunque, prima ancora di essere pittorico, si distingue per essere concettuale, cioè impegnato
in una progettazione del tutto singolare dove la qualità del segno astratto si fa simbolo capace di esprimere la proiezione onirica di un mondo migliore, la cui presenza sfugge all'empirismo dei sensi.
E inoltre questo stesso gesto, si distingue nell' operare continui spostamenti dall'aspetto esecutivo a quello del mero progetto. Con tali spostamenti la pittrice intende smaterializzare i segni affinché acquistino un' impronta spiritualità.
In ciascun quadro è costatemene presente l'invito all'indagine per giungere alla scoperta - che poi è quella rispondente a un comune desiderio - di trovare in sè e attorno a sè, espressioni di verità e di bellezza capaci di soddisfare le esigenze dello spirito, come solo la vera arte è in grado di fare.
Per rendere più intrigante questo invito, Teorema Fornasari enfatizza il processo del pensiero, appropriandosi, per esprimerlo, di un mixage di mezzi espressivi, quali oli, tempere e gli acrilici su tela, nonché le elaborazioni computerizzane di fotografie da lei stessa scattate con arte.
Mezzi espressivi questi ultimi, che, mettendo la tecnologia a servizio dell'arte, forniscono un valico esempio di quanto il progresso tecnologico possa collaborativamente procedere a fianco della ricerca artistica.
Questo mixage, nel tessere le trame pittoriche di Teorema Fornasari, fa sì che si possa guardare a ogni opera della giovane ed entusiasta artista come ad un sogno: il magnifico sogno del viaggio verso altri mondi, compiuto dal fantasioso "Teoremino",
sempre presente nell' animo dell' Autrice.
E al viaggio si unisce il Teoremino di chi guarda, quello che, segretamente, ciascuno porta in sè.
( Prof. Franca Maria Ferraris)
Nella libertà del segno, sulle tracce di un'innocenza infantile,che sveli l'arcano del mondo.
Indizi di realtà nello stupore di un viaggio che porta lontano e si perde nella fantasia di un sogno caparbiamente perseguito.
Momento di distanza dagli affanni, gioia recuperata all'esistenza nel gioco dei colori,degli ori luccicanti, nel dinamismo gestuale
impulsivo e rotondo, astratto e concretamente affermato come necessità vitale, filtro magicamente deformante da cui mediare un rapporto possibile con la quotidianità.
Barbara Teorema Fornasari invita a percorsi altri prendendo spunto da frammenti di un discorso interrotto nell'innocenza curiosa dell'infanzia,
esplorando mondi fantastici in cui le regole sono venuti meno ed i giudizi sono stati sospesi.
Con occhi assetati d'emozione trasfigura lo spunto materiale- rugosità di un sasso, giochi d'acqua, giocattoli dimessi, arredi vissuti in altre storie, residui di realtà-
nella porta d'accesso ai luoghi dell'incontro sul filo sottile di un' emozione che conduce alla continua diversità del segno e delle tecniche che invita alla condivisione.
(A cura della Prof.Maria Grazia Montaldo.)
Per piacere, disegnami una pecora …
Nota intorno al Progetto Spaziale di Teoremino (2001-2006)
Tornato da un viaggio a Londra, reso particolarmente piacevole dalla possibilità di guardare dalla finestra, smaltata di bianco in un tempo anteriore al nostro, il giardino della casa di Barrie, ho avuto l’ulteriore piacere di conoscere il lavoro di un artista stupefacente, sotto molti punti di vista: Teoremino.
Qui non dirà nulla di lui, se non che, non essendo mai nato, difficilmente potrà invecchiare. Quello che invece può fare, e fa, è viaggiare nello spazio, riportando a volte l’immagine di un allieno, oppure – con la stessa facilità - un meteorite o un nuovo mondo, tutto da esplorare. E se non è già arrivato all'asteroide B 612, non è detto che prima o poi non lo faccia.
Quello che Teoremino chiede, con quella capacità di richiedere la nostra attenzione che solo i bambini hanno, è di abbandonare per un istante la ferrea legge di gravità e innalzarci con lui. Ci chiede di partire per un mondo che non sappiamo già, perchè fatto di sorprese che – come ogni sorpresa che si rispetti – vanno sapute aspettare. Occorre mettersi in ascolto del piccolo artista, e lui ci parlerà.
Per quelli poi di noi, e siamo tanti temo, che non hanno così spiccate qualità da poter volare, Teoremino ha portato dallo spazio il suo album fotografico e i suoi dipinti, almeno per poterci mostrare cosa perdiamo lassù: 180 immagini strabilianti di meteoriti che paiono – all’occhio del profano – sassetti incontrati per caso ed ingranditi, di alieni che sembrano stranamente avere qualcosa di familiare e di mondi nuovi che sembrano essere nati dentro un cassetto.
Perchè, come il piccolo dice qualche volta ai ‘longhi’ che si sforzano inutilmente di capire:
L’incomprensibile alle volte lo incontriamo non quando abbiamo letto
troppo poco ma ”troppo tanto”…
Del progetto spaziale poco altre cose si possono aggiungere.
Se non le nostre fantasie creative…
Se avete cuore, occhi e mente altro non vi serve.
(..Arco)