Recensioni
Maestro Carla Colombo Pittrice e Poetessa:
Massimo Pacilio- L'acrobata dell'arte
E' un artista dalle mie sfaccettature artistiche;
quando si pensa di poterlo "inquadrare" in un certo"filone" artistico , ecco che lo vediamo divincolarsi e sprigionare lavori che assaporano di tematica,
di onirico o comunque di una creatività diversa dalla precedente. L'artista in generale è libero di creare e di esprimere in forma liberatoria ciò che più gli è congeniale,
e senz'altro Massimo Pacilio rientra in questo "dire" . Egli non si limita solo al colore, che sia olio, o pastello, o altro, egli percorre altre strade...plasma, modella, incide. Le sue crete: levigate, plasmate, coccolate sono diventate dei punti fermi, e ultimamente le incisione del suo pirografo denunciano una base di disegno non solo tecnica, ma anche ricca di fantasia e di dettagli. La sua voglia di utilizzare materiali sempre diversi lo rende particolarmente eclettico. Mi piace definirlo "un acrobata dell'arte". Lo vediamo in rappresentazioni quasi oniriche, le cui tonalità calde, leggere, sfumate, assaporano di sogni, di sussurri, di voglia di leggerezza che vorremmo ci sorprendesse spesso nella vita, ma subito dopo lo cogliamo con opere molto concrete, terrene, dai colori forti, decisi, corpose. Una marina rilassante ci porta a placide acque, barche adagiate sulla sabbia ci portano al riposo serale, campagne assolate che raccontano di storie di vite vissute all'ombra di fogliami lussureggianti. La sua è una continua ricerca di soggetti ; molte sono le opere raffiguranti figure: ballerine, pagliacci, personaggi vari. Trovo inoltre che le sue rappresentazioni Sacre siano segnale di questo suo modo di essere e comunque trasmissione di una cultura in cui lui stesso crede. Ama sperimentare e lui stesso si sorprende del risultato, perché l'approccio alla materia lo affronta quasi per gioco, come un bimbo curioso del chissà che sarà....Soddisfatto, è quasi incredulo ammirando il risultato che ha creato dalla nuova sperimentazione. Ma come spesso succede l'opera non è mai conclusa...si continua con l'opera successiva in un continuo dialogo fra l'artista e la sua nuova creatura. Non possiamo non leggere in Pacilio la voglia di esserci, di riuscire a trasmettere il suo sentire e sembra quasi che nutra sofferenza quando l'opera terminata non è come egli avrebbe desiderato. Recepisco in lui un'umanità sorprendente per questo suo sentire, e se anche la visione delle sue opere è per me solo virtuale avendo solo preso delle stesse nella galleria del suo sito, credo di non sbagliare nell'affermare che Massimo Pacilio trasmette nella sua pittura la Sua voglia di essere fra tutti noi con le sue opere ma soprattutto con la sua anima di persona, con tanto desiderio di poter trasmettere solo positività...e di questi periodi...non è cosa da poco!
Carla COLOMBO
23 dicembre 2008
Critico d'arte Maestro Giuseppe Cascella:
Al grande pittore partonopeo Pacilio Massimo
Pacilio Massimo
dai toni pacati sommessi, dalla pennellata succosa, dalla cromia ricca ma sempre equilibrata e dall'impegnativo disegno, sono permeati di un aristocratico preziosismo estetico che evidenzia il carattere dell' artista e conferma la validità di un particolare efficace tipo di testimonianza pittorica. è un pittore virtuoso, cioè ricco di sapienza rappresentativa, e gioca volentieri con il pennello padroneggiando il mestiere al punto che lo potresti immaginare prima, si mise tranquillamente a dipingere". Dopo le avventure condite di sogni e di fantasia,riprende il suo colloquio col mestiere di pittore e costruisce la sua avventura Davanti ad opere così intrise di pittura vien da sé, mi pare, l'interrogarsi sulle ragioni fondanti di una creatività che nella sua fase di maturazione ha mostrato risoluta negazione di ogni ordine concettuale in senso rappresentativo, con connotazioni decisamente espressioniste e nella piena coscienza dei valori acquisiti dalla storia dell'arte. E, ancora m'interrogo, è forse azzardato, considerare come narrativa la pittura, uomo pieno di spirito partonopeo grande pittore con la sua pittura si induisce subito il talento del grande. Quella ballerina con modi graziati e il movimento del balletto il grande, da di se il massimo come presempio da una pittura all'altra come il gesu, un gesu unico fatto con quella voglia di religiosita'e mette in risalto lo spirito e l'anima come questo grande artista tiene'una cosa bella che mi ha colpito il mondo del circo come il pagliaccio del grande o le 2 barche alla riva del mare con il mare in tempesta giornate opache che si leggono nella tela del grande maestro Pacilio Massimo eclettico passa dalla pittura all'altra come il nudo paesaggi etc.etc..Cosa dire di piu' del grande Pacilio Massimo
Maestro Giuseppe Cascella
pittore critico accademico del santo presepe nel mondo . socio accademica internazionale ROMA
Maestro CUONO GAGLIONE: Artista e critico d'arte
Massimo Pacilio e' un pittore, figlio d'arte, riesce con semplicita' a rappresentare cio' che lo circonda con straordinaria volonta' di creare attraverso non solo opere pittoriche, ma anche plasmare e ideare sculture e presepi di pregevole fattura-
Mi soffermo attraverso le immagini che il web offre poichè dal vivo non ho ancora visionato le sue opere.
La mia lettura, si incanala sulle sue figure che sistematicamente vengono animate dai segni grafici netti e distinti e dai colori sfumati.
Pacilio riesce a comunicare, creando movimenti e sensualita' che appartiene a chi gia' e' a conoscenza di tecniche e prospettive e conoscendo l'arte del fare pittorico con intelligenza, plana sulla corretta morfologia del figurativo piu' attendibile,del panorama artistico Italiano.
Pacilio attraverso i contenuti delle sue tele trasmette serenita' - in una quasi pace di artista naif - ma le sue raffigurazioni riescono a prendere visceralmente il fruitore e a fare covogliare in un crogiuolo di sentimenti misti a momenti emozionali le voragini che scava dentro chi guarda e legge le sue creazioni, quasi a sfiorare anche virtu' poetiche.
Ed e' per questo pathos che Pacilio riesce a " gridare " un senso di ribellione pacifica - artistica, a trasmettere e confrontarsi con chi ama il suo stile comunicativo e imporre ai suoi colori un filo immaginario che lega, senza mai dare falsi segnali alle sue tele.
Pacilio intende l'arte come sentimento, non si affida alla semplice rappresentazione del vero, ma alla bellezza dei Contenuti.
Cuono Gaglione
DARIO PISCONTI: Artista
I dipinti di Pacilio vibrano nella presenza del fantastico, l'invenzione dell'immaginazione, il sogno sono i protagonisti delle sue opere, che raccontano storie al di là delle forme...
Interessante l'uso di una prospettiva deformata ma non deforme, del colore vibrante ma non eccessivamente vibrato, il tutto fluidamente disposto nello spazio a testimonianza di un pensiero formale compiuto e preciso...
Opere di arcano e inviolabile silenzio.
Le tele del padre attraversano, scardinano e sovvertono le sue tanto da disseppellire e rianimare i suoi infantili ricordi più remoti, facendo così da essi riemergere quella verità favolosa con la quale già da bambino misurò e decifrò il mondo intorno a lui.
Una verità necessaria ad orientarsi nell'assurdità dell'ignoto, a rendersi ancor oggi meno solo nel buio.
Il lirismo che traspira da quella luce rarefatta eppure tangibile in grado di rendere la sua una pittura poetica, apollinea, idealizzata secondo una visione ispirata all'ordine e alla misura, ma pure in grado di cogliere e rivelare il senso nascosto della realtà e il turbinio di emozioni che si celano dietro l'apparenza.
Fatta sua la concezione aristotelica, Pacilio intende l'arte come mimesi, imitazione, rappresentazione non del vero, ma della suprema bellezza; l'opera d'arte diventa per lui un veicolo, un mezzo per presentare la realtà più bella e viva di quanto realmente non sia.
Un approccio sereno alla vita e al mondo, rimodellato e reinterpretato secondo i suoi più intimi desideri.
Una pittura che diventa una via di fuga, un palcoscenico, dove poter reinventare la realtà, rendendola più piacevole, più dolce, più sopportabile.
Il suo è un realismo che non si riduce a una mera raffigurazione del vero, ma è un'espressione utopica dell'idea di bellezza e perfezione, che l'artista insegue da sempre attraverso le sue opere.
Dario Pisconti
ROMEO ARACRI: Artista
Pittura di una complessita' notevole attraversata da tentativi di studio che vanno dall'informale al figurativo e che denotano una affannosa ricerca di una propria personale espressione creativa ed artistica.
Soggetti a volte esplorati con una lente non catalogabile che apre lo spazio della pittura a mondi che nascono dal suo subconscio e si riversano sulla tela come onde impetuose della sua anima che riesce a stento a trattenere.
Cosi' le figure si dilatano o si volatilizzano in sottili linee che fanno della tela il percorso del suo sentimento artistico non legato a schematismi di scuola o di corrente ma libero,esplosivo o raccolto,narrativo o chiuso,ma sempre pieno di una umanita' tipica della sua terra .
A volte le sue figure ruotano comne in un gioco di specchi dove la figura emerge e nel contempo si confonde con la cromaticita' dell'artista che fluisce armonicamente dalle sue mani che tradiscono la sua cultura popolare ,religiosa,umanistica che predomina nella logica trasposizione sulla tela.
Pittura in un certo senso non mediata ma moderna con venature di studi di pittori che lascian o nel suo cuore segni indelebili che rielabora e traspone nelle sue creazioni che sanno di mare,di terra, di cielo in definitiva della sua esperienza.
Tecnica finissima in cui adopera materiali i piu' diversi e le combinazioni sanno di alchimie del passato e di formule antiche che rivivono nelle sue espressive figure o nei suoi falsi astrattismi che ripropongono invece modi di sentire le passioni ,i dolori,le ansie.
Pittura fondamentalmente personale,che si nutre delle vicende personali dell'artista che racconta la sua storia ,la sua ansia e la sua speranza nella tradizione piu' bella dei valori che non hanno mai fine e ritornano nelle misteriose creazioni geometriche o in quelle piu' delineate del viso del Cristo che rivelano la sua profonda religiosita'contrastata.
Pittura a mio giudizio non confinata ma espressiva che va maturata ancora nella ricerca e nello studio ma apre a soluzioni non facilmente delineabili per le sue forti capacita' innate.
Romeo Aracri