COSA DICONO DI ME....
MiceliArt ha un suo modo di riportare sulle tele la realtà che si para alla sua osservazione o che la memoria le restituisce al momento di accostarsi al cavalletto: vi riproduce cioè il bisogno che ha di raccattare quanto poi deposita sulla tela, perchè diventi, come lei stessa definisce "un piccolo specchio intimo" della sua personalità al momento del recupero o della sua sensibilità se è la mente a inondarle la memoria di ricordi.
E' per questo "singolare" nei temi che tratta, per la ragione che le piace ritrarre ogni cosa, bella o brutta che sia, purché appaia fantastica e meravigliosa o anche tremenda e orribile. L'interessante che le "composizioni" armonizzino nel disegno coi colori che preferisce, per lo più tenui e celestiali come azzurra è la sua speranza giovanile di vivere gioiosamente. Ne sono testimonianza le "lattine vuote" sparse dentro la complessità della composizione, quasi a determinare la sua controfirma; i giocattoli, le bambole, i peluches custoditi negli angoli come a rivelarne la segretezza o un che di possessivo ancestrale; "il castello di carte" e i gusci delle conchiglie, geometricamente figurati per evocare giornate radiose alla spiaggia.
MiceliArt è per sua natura estrosa, versatile, inquieta, ma dotata di ingegnosità che le consente (molto spesso anche per la curiosità che è nella sua sete di conoscenza), di mettere sempre a profitto della sua arte tutto quanto richiede interpretazione, riflessione, comprensione. Ecco perchè i suoi quadri sono un caleidoscopio di immagini, mai però inventate, perchè esplose dal suo temperamento vivace e dal bisogno che ha la sua mente di estrinsecarsi, ottimista com'è di riuscire, comunque, a comunicare. E se accorpa in un disegno altre figurazioni apparentemente contrastanti, dimostra che non vuole dimenticare quanto invece l'ha colpita all'osservazione. Ne sono validi esempi "il vecchio carrubo" che tra le ramificazioni contorte associa la visione di un rudere dell'agrò; la "tavolozza vivente" sulla quale la nostalgia le fa proiettare il ricordo di un dolce sogno lontano; oppure il "bimbetto" che sereno si lascia cullare dall'albero secolare, a significazione forse che è più caduca la vita umana. Anche in queste figure si rivela il carattere di questa bravissima artista, propensa com'è a sollecitare agli altri un esame analitico della sua indole femminile, più che di artista del pennello.
Mauro Longo