antonio apa

Artista iscritto il 29 Dicembre 2010

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    Potrei votare tutte le tue opere, ma ho fatto una scelta. Un modesto consiglio, se permetti, non pensare più ai grandi pittori perchè tu lo sei e forse hai superato i Maestri. Ciao è buon lavoro

    commento di Intarsiatore sull'opera OBESITA' - martedì 02 novembre 2010 alle ore 17:49

    Recensore:
    Fobia Angela Marina     L'arte si riprende il proprio ruolo in cui l'opera e l'artista
    divengono gli unici soggetti e artefici...il sorriso è il vero ruolo dell'arte.
    Riprendiamo a sorridere... e l'arte si risveglierà... dando vita a
    nuovi orizzonti abbandonati ormai da tempo... e ingannati
    dalle facili illusioni dei ciarlatani dell'arte.
          Ottimo     01/01/2011
    Recensore:
    Kenya B.     Attualissima.
    Rispecchia appieno la realtà attuale.
    Complimenti ed auguri.
          Ottimo     23/12/2010
    Recensore:
    Socrate Rosy     Opera sublime che dà valore all'arte... con quest'opera l'arte si riprende il suo valore avendo uno scopo ben preciso. In quest'opera si denuncia, si documenta, si comunica. Quest'opera parla da sola e comunica qualcosa di importante direttamente alla mente di chi la osserva. L'arte si riprende il proprio ruolo in cui l'opera e l'artista divengono gli unici soggetti e artefici, basta con l'arte concettuale con la painting e con i critici prezzolati, l'arte ha un valore se entra nel sociale, se scuote gli animi e non ha bisogno di pubblico di templi sacri o di imbonitori.
          Ottimo     12/12/2010
    Recensore:
    Antonio Apa     La libertà non ha prezzo

    la libertà non ha prezzo
    ed il suo evolversi mai
    lo si potrà fermare.

    Scaturisce dall'uomo stesso
    e si evolve in intere masse
    abbattendo interi sistemi.

    Vi è sempre stata una dittatura, un potere,
    un potente che ha cercato di domarla;
    non rendendosi conto che in realtà
    in quel momento né accellera la sua naturale evoluzione.

    Alla base non v'è filosofia, né teoria
    e non tantomeno ideologia che la sostiene.

    È la natura stesso che lo vuole,
    ed il suo evolversi mai lo si potrà fermare.

    Antonio Apa
    S.E.M.A. Li 19/06/2000 ore 5.30
          Ottimo     12/12/2010
    Recensore:
    Aleandro     L'uomo al centro col capo chino rappresenta il suo malessere in questa società consumistica e capitalista, le sfere libere nell'ambiente che irrompono prepotentemente nell'opera riportano subito lo spettatore ad analizzare "LO STATO MENTALE" del soggetto, a percepirlo nella sua intensità. Le sfere sparse nell'ambiente e ben distinte dalle icone e dalle effigi appese al muro sono una caratteristica del Ciclo Pittorico "DELLO STATO MENTALE" in cui l'artista oltre a comunicare ciò che è materiale, visivo, estetico deve avere la capacità di comunicare qualcosa di astratto di psicologico che affligge il soggetto dell'opera. Le sfere assolvono benissimo a questo scopo e spingono lo spettatore nell'impatto visivo dell'opera a vivere un senso di confusione psicologico spingendolo ad andare a ricercare motivazioni, emozioni, stati d'animo e conflitti interni esternati dal soggetto riprodotto rendendosi consapevole che quell'opera trasmette qualcosa che và al di là di cio che si vede e percependo uno stato mentale estraneo ma vivo.
    Nudo, solo, afflitto e sconfitto si presenta l'alienato... non ha più ideali e né simboli in cui identificarsi. Il CAPITALISMO ti toglie tutto, ti fà rimanere e sentire solo anche se vivi in una metropoli con milioni di persone. Sul braccio ha tatuato un simbolo non ben definito che rappresenta una simbologia generica non appartenente a nessun movimento ideologico in quanto questi concetti fanno ormai parte del passato... così dicono i capitalisti per loro comodo... l'alienato ormai non ha più speranza non ha via di scampo... è condannato... oppure esiste un'alternativa?! L'alternativa esiste ed è insita nello stesso D.N.A. dell'Alienato... è lo spirito rivoluzionario... che assopito dal sistema ha iniziato a risvegliarsi a SEATTLE nel 1999.
          Ottimo     12/12/2010
    Recensore:
    Visitatore     NON POSSIAMO ASSISTERE PASSIVAMENTE AL DECLINO DELL'UMANITÁ...BISOGNA INTERVENIRE REPENTINAMENTE...RIPRENDIAMOCI CIÓ CHE IL SISTEMA CI HA TOLTO...RIPRENDIAMOCI LA VITA...RIPRENDIAMOCI IL FUTURO IN CUI I GIOVANI POSSANO RITORNARE A SPERARE. Osservando attentamente l'opera "L'ALIENATO" di Antonio Apa ho notato che il Maestro dopo aver denunciato il malessere che affligge la intera umanità ci dà una speranza. La speranza la si percepisce dall'icona di "ERNESTO CHE GUEVARA" che rappresenta lo spirito rivoluzionario insito nell'uomo, non a caso recitava:"La rivoluzione si fa attraverso l'uomo, ma l'uomo deve forgiare giorno per giorno il suo spirito rivoluzionario"--L'ultima icona in cui si nota un uomo di "SEATTLE" che lancia un sasso mi ha fatto capire che già dal 1999 si è dato inizio, anche se di pochi elementi, alla ribellione dell'umanità nei confronti del "SISTEMA CAPITALISTA"--nel prendere atto di questo malessere bisogna...rendersi conto che "SIAMO TUTTI COINVOLTI" come recitava "De Andre'" in "Storia di un impiegato" in cui lanciava la sua accusa a quelli che per paura non si impegnano nella lotta contro, il "sistema"...bisogna FORGIARE LO SPIRITO RIVOLUZIONARIO INSITO NELL'UOMO GIORNO PER GIORNO...recitava il "CHE" e bisogna che ogni individuo prenda coscienza e contribuisca a questo, non solo lottando materialmente, ma contribuendo culturalmente a questa missione FORGIANDO LO SPIRITO RIVOLUZIONARIO INSITO NELL'UOMO, ogni uno con i suoi mezzi...e sembra che il Maestro Antonio Apa con questa sua opera abbia assolto magnificamente a questo scopo, e credo che l'Arte con la A maiuscola ha questo compito, ha questa missione. Io credo che questo quadro possa benissiomo essere eletto a simbolo, a icona di questa "Missione Umanitaria" io credo che spetta all'arte, DENUNCIARE E FORGIARE L'UOMO AL CAMBIAMENTO.
          ...     12/12/2010
    Recensore:
    Giuseppe Novellino     Se poi vogliamo mettere tutte le storture che dipendono dagli interessi commerciali riguardanti i farmaci, il quadro diventa completo. Sarò pessimista, ma penso che se dovessero trovare un farmaco efficacissimo (la tanto agognata soluzione) contro il cancro, non lo metterebbero in commercio, perchè farebbe saltare tutto l'apparato d'affari che si è instaurato intorno alla chirurgia e all'oncologia. Sì, perchè a tutti quei mali espressi dal nostro "alienato", si devono aggiungere quelli generati da mammona, dal dio denaro. Oggi l'interesse economico, o meglio la sete di guadagno per pochi, è arrivato all'estremo. Una delle ricadute riguarda il futuro dei giovani. La loro condizione sta diventando disperata: disoccupati, sottopagati, esclusi. E quando i giovani soffrono, il futuro vacilla
          ...     11/12/2010
    Recensore:
    Visitatore     Il disagio esistenziale, il vecchio male di vivere", sè diffuso, negli ultimi anni, ovunque nel mondo sia stato importato il modello di vita occidentale, fatto di ansie da prestazione, di competizione, di corsa al successo. Evolutosi in uno stato nevrotico acuto, il disagio esistenziale è oggi caratterizzato da una frenetica ricerca di consenso sociale, di facili gratificazioni e di status simbol e, più in profondità, dal terrore di essere diversi dagli altri e di mancare di qualcosa.
    Fino a non molto tempo fa, il male di vivere fungeva da stimolo per un travaglio interiore, fatto di incertezze e di domande, al termine del quale l'individuo riusciva il più delle volte a darsi delle risposte e a proseguire la vita più sicuro di sé e saldo in principi forgiati di sua mano. Oggi, ai primi segni di malessere e non trovando più coordinate culturali che soccorrano la nostra confusione, ci rivolgiamo al mondo medico, il quale risponde sempre più spesso in termini riduttivi e inadeguati: diagnostica un disturbo d'ansia e prescrive farmaci. Questo atteggiamento (in verità più medicalista che medico, perché classifica ogni male sub specie medica) aggrava lo stato di spaesamento valoriale in cui viviamo, radicando in noi la convinzione di non possedere risorse personali a cui attingere, e trasformandoci così in potenziali farmacodipendenti. La farmacodipendenza consiste nell'uso abituale di farmaci per risolvere ogni male provenga dal corpo o dalla mente (compresi il dolore morale e l'ansia e l'insoddisfazione esistenziali). Pressati da diagnosi e pillole finiamo per vivere nell'attesa che la medicina amministri per intero la nostra vita esentandoci dal dolore e, in questa angosciosa attesa, la capacità di attingere alle risorse che possediamo in quanto esseri umani. Siamo in un'epoca in cui l'industria medica ha fatturati immensi e, per contro, l'uomo comune ha sempre meno fiducia in se.
          ...     11/12/2010
    Recensore:
    Visitatore     Davanti a questa situazione bisogna riflettere sulla reale consistenza ontologica del pensiero filosofico nel mondo contemporaneo. L'uomo moderno ha realmente il tempo, la voglia e la capacità di pensare filosoficamente? E soprattutto, l'uomo del terzo millennio ha raggiunto la tanto attesa felicità che sta inseguendo da millenni e che lo sviluppo tecnologico gli aveva in qualche maniera promesso?
          Ottimo     11/12/2010
    Recensore:
    Angela Di Salvo     Il malessere, la disperazione, l'incapacità reattiva di fronte al cambiamento eccessivo del mondo traspaiono da questo disegno che non promette nulla di buono. I simboli del nostro tempo ci sono tutti, ma è come se l'uomo che si copre il volto, avesse deciso di ignorarli. Molto particolari e significanti queste sfere colorate sparse per tutto il disegno. Anche se non è chiaro cosa rappresentino, mi pare di cogliere in queste strutture una nota positiva, forse di speranza, forse di sogno, ma la loro presenza ha un senso fondamentale nel contesto di questo "alienato" che ha perduto il contatto con se stesso.
          ...     10/12/2010
    Recensore:
    Visitatore     Alla soglia del terzo millennio... il genere umano vive una profonda crisi esistenziale... inevitabilmente la società capitalista e consumistica... ha calpestato e distrutto tutti i valori che per millenni hanno spinto l'essere alla sopravvivenza... si è persa la speranza di un domani migliore? Oppure... bisogna individuare le cause e gli artefici di tale declino... e dare inizio a una "nuova stagione di lotta"affinché... rinasca la speranza... per un futuro più vivibile e a misura d'uomo.
          Buono     10/12/2010
    Recensore:
    Giuseppe Novellino     Nudo, davanti al computer, con la finestra aperta sulla grigia metropoli. L'alienato è circondato dai simboli e dalle icone di una civiltà che sembra arrivata al capolinea. Tante bollicine racchiudono forse i pensieri vaganti e sfuggenti di una povera mente smarrita. Bello il soggetto e molto interessante la veste espressiva.
          ...     10/12/2010
    Recensore:
    Massimo Baglione     Davvero molto inquietante questo disegno. Non riesco a capire cosa ha sulla spalla il soggetto sulla poltrona. A me sembra nudo, ma forse indossa una tuta aderente e quello sulla spalla è uno stemma? Oppure è un tattuaggio?
    Gli oggetti tondi appesi al muro sono piccole bacheche di insetti?
    PS: benvenuto a bordo
          ...     09/12/2010